In Sardegna, una vecchia discarica emersa a pochi passi dal mare è stata coperta con enormi teli verdi lunghi decine di metri.

È successo sulla Spiaggia Longa di Isola Rossa, nel Comune di Trinità d’Agultu e Vignola, in provincia di Sassari, dove le mareggiate della scorsa primavera hanno riportato alla luce un accumulo di rifiuti che, secondo il sindaco Giampiero Carta, sarebbe rimasto sepolto addirittura dagli anni Settanta.

Leggi anche: Sequestrate 20 tonnellate di rifiuti (anche tossici) nel cuore del Delta del Po: scoperta mega discarica abusiva di oltre 4000 mq

Plastiche e altri materiali sono riaffiorati dal terreno del retrospiaggia, praticamente a ridosso dell’arenile frequentato ogni giorno da residenti e turisti. E qui, invece di rimuovere tutto immediatamente, l’area è stata prima delimitata e poi ricoperta con due grandi teloni verdi. Una soluzione che, inevitabilmente, ha fatto più rumore della discarica stessa.

La discarica sarebbe lì da circa 50 anni

Secondo quanto raccontato dal primo cittadino, il Comune avrebbe scoperto la presenza dei rifiuti a giugno e da allora sarebbero stati già rimossi diversi materiali con circa 30 camion, mentre la zona è stata recintata. Con l’arrivo dell’alta stagione, però, il continuo passaggio dei mezzi pesanti sulla spiaggia sarebbe diventato problematico. Da qui la decisione, su indicazione dell’assessorato competente secondo il sindaco, di coprire il materiale rimasto.

Carta ha assicurato che si tratta appunto di una “soluzione temporanea” e che per ottobre sarebbe previsto un intervento di ripascimento della spiaggia grazie a un finanziamento già ottenuto.

Ma che cosa c’è esattamente sotto quei teli? Al momento risultano ancora da chiarire la reale estensione dell’accumulo, l’origine della discarica e soprattutto la natura dei materiali presenti. Sono proprio questi gli aspetti che, al di là dell’impatto visivo decisamente surreale, interessano di più dal punto di vista ambientale.

Le immagini circolate in queste ore mostrano il gigantesco telo praticamente accanto alla zona utilizzata dai bagnanti. E la scena, diciamolo, è straniante: mare cristallino, sabbia, ombrelloni e, alle spalle, decine di metri di telo sotto cui si trovano rifiuti vecchi di mezzo secolo.

Ma coprire e bonificare di certo non sono la stessa cosa e proprio per questo resta fondamentale capire se siano state effettuate o programmate analisi ambientali sui rifiuti, sul terreno e sulla eventuale contaminazione della zona, soprattutto considerando che l’accumulo si trova a pochissima distanza dal mare.

Intanto, il problema è che una discarica che sarebbe rimasta nascosta per circa cinquant’anni è riemersa accanto a una delle spiagge più frequentate della zona e, ad agosto, continua a trovarsi lì. Che sia coperta da un telo verde, dalla sabbia o da qualunque altra cosa cambia molto poco rispetto alla domanda fondamentale: quei rifiuti quando verranno rimossi definitivamente e quali conseguenze hanno avuto, o potrebbero avere, sull’ambiente circostante?

Le informazioni ad oggi disponibili indicano che l’accumulo sarebbe emerso dopo le mareggiate primaverili, che il Comune ne avrebbe avuto conoscenza a giugno e che una parte dei rifiuti sarebbe già stata portata via con una trentina di camion; non risultano invece ancora chiarite pubblicamente origine, estensione e composizione completa dei materiali.

Fonte: La Nuova Sardegna

In Sardegna, una vecchia discarica emersa a pochi passi dal mare è stata coperta con enormi teli verdi lunghi decine di metri.

È successo sulla Spiaggia Longa di Isola Rossa, nel Comune di Trinità d’Agultu e Vignola, in provincia di Sassari, dove le mareggiate della scorsa primavera hanno riportato alla luce un accumulo di rifiuti che, secondo il sindaco Giampiero Carta, sarebbe rimasto sepolto addirittura dagli anni Settanta.

Leggi anche: Sequestrate 20 tonnellate di rifiuti (anche tossici) nel cuore del Delta del Po: scoperta mega discarica abusiva di oltre 4000 mq

Plastiche e altri materiali sono riaffiorati dal terreno del retrospiaggia, praticamente a ridosso dell’arenile frequentato ogni giorno da residenti e turisti. E qui, invece di rimuovere tutto immediatamente, l’area è stata prima delimitata e poi ricoperta con due grandi teloni verdi. Una soluzione che, inevitabilmente, ha fatto più rumore della discarica stessa.

La discarica sarebbe lì da circa 50 anni

Secondo quanto raccontato dal primo cittadino, il Comune avrebbe scoperto la presenza dei rifiuti a giugno e da allora sarebbero stati già rimossi diversi materiali con circa 30 camion, mentre la zona è stata recintata. Con l’arrivo dell’alta stagione, però, il continuo passaggio dei mezzi pesanti sulla spiaggia sarebbe diventato problematico. Da qui la decisione, su indicazione dell’assessorato competente secondo il sindaco, di coprire il materiale rimasto.

Carta ha assicurato che si tratta appunto di una “soluzione temporanea” e che per ottobre sarebbe previsto un intervento di ripascimento della spiaggia grazie a un finanziamento già ottenuto.

Ma che cosa c’è esattamente sotto quei teli? Al momento risultano ancora da chiarire la reale estensione dell’accumulo, l’origine della discarica e soprattutto la natura dei materiali presenti. Sono proprio questi gli aspetti che, al di là dell’impatto visivo decisamente surreale, interessano di più dal punto di vista ambientale.

Le immagini circolate in queste ore mostrano il gigantesco telo praticamente accanto alla zona utilizzata dai bagnanti. E la scena, diciamolo, è straniante: mare cristallino, sabbia, ombrelloni e, alle spalle, decine di metri di telo sotto cui si trovano rifiuti vecchi di mezzo secolo.

Ma coprire e bonificare di certo non sono la stessa cosa e proprio per questo resta fondamentale capire se siano state effettuate o programmate analisi ambientali sui rifiuti, sul terreno e sulla eventuale contaminazione della zona, soprattutto considerando che l’accumulo si trova a pochissima distanza dal mare.

Intanto, il problema è che una discarica che sarebbe rimasta nascosta per circa cinquant’anni è riemersa accanto a una delle spiagge più frequentate della zona e, ad agosto, continua a trovarsi lì. Che sia coperta da un telo verde, dalla sabbia o da qualunque altra cosa cambia molto poco rispetto alla domanda fondamentale: quei rifiuti quando verranno rimossi definitivamente e quali conseguenze hanno avuto, o potrebbero avere, sull’ambiente circostante?

Le informazioni ad oggi disponibili indicano che l’accumulo sarebbe emerso dopo le mareggiate primaverili, che il Comune ne avrebbe avuto conoscenza a giugno e che una parte dei rifiuti sarebbe già stata portata via con una trentina di camion; non risultano invece ancora chiarite pubblicamente origine, estensione e composizione completa dei materiali.

Fonte: La Nuova Sardegna

In Sardegna, una vecchia discarica emersa a pochi passi dal mare è stata coperta con enormi teli verdi lunghi decine di metri.

È successo sulla Spiaggia Longa di Isola Rossa, nel Comune di Trinità d’Agultu e Vignola, in provincia di Sassari, dove le mareggiate della scorsa primavera hanno riportato alla luce un accumulo di rifiuti che, secondo il sindaco Giampiero Carta, sarebbe rimasto sepolto addirittura dagli anni Settanta.

Leggi anche: Sequestrate 20 tonnellate di rifiuti (anche tossici) nel cuore del Delta del Po: scoperta mega discarica abusiva di oltre 4000 mq

Plastiche e altri materiali sono riaffiorati dal terreno del retrospiaggia, praticamente a ridosso dell’arenile frequentato ogni giorno da residenti e turisti. E qui, invece di rimuovere tutto immediatamente, l’area è stata prima delimitata e poi ricoperta con due grandi teloni verdi. Una soluzione che, inevitabilmente, ha fatto più rumore della discarica stessa.

La discarica sarebbe lì da circa 50 anni

Secondo quanto raccontato dal primo cittadino, il Comune avrebbe scoperto la presenza dei rifiuti a giugno e da allora sarebbero stati già rimossi diversi materiali con circa 30 camion, mentre la zona è stata recintata. Con l’arrivo dell’alta stagione, però, il continuo passaggio dei mezzi pesanti sulla spiaggia sarebbe diventato problematico. Da qui la decisione, su indicazione dell’assessorato competente secondo il sindaco, di coprire il materiale rimasto.

Carta ha assicurato che si tratta appunto di una “soluzione temporanea” e che per ottobre sarebbe previsto un intervento di ripascimento della spiaggia grazie a un finanziamento già ottenuto.

Ma che cosa c’è esattamente sotto quei teli? Al momento risultano ancora da chiarire la reale estensione dell’accumulo, l’origine della discarica e soprattutto la natura dei materiali presenti. Sono proprio questi gli aspetti che, al di là dell’impatto visivo decisamente surreale, interessano di più dal punto di vista ambientale.

Le immagini circolate in queste ore mostrano il gigantesco telo praticamente accanto alla zona utilizzata dai bagnanti. E la scena, diciamolo, è straniante: mare cristallino, sabbia, ombrelloni e, alle spalle, decine di metri di telo sotto cui si trovano rifiuti vecchi di mezzo secolo.

Ma coprire e bonificare di certo non sono la stessa cosa e proprio per questo resta fondamentale capire se siano state effettuate o programmate analisi ambientali sui rifiuti, sul terreno e sulla eventuale contaminazione della zona, soprattutto considerando che l’accumulo si trova a pochissima distanza dal mare.

Intanto, il problema è che una discarica che sarebbe rimasta nascosta per circa cinquant’anni è riemersa accanto a una delle spiagge più frequentate della zona e, ad agosto, continua a trovarsi lì. Che sia coperta da un telo verde, dalla sabbia o da qualunque altra cosa cambia molto poco rispetto alla domanda fondamentale: quei rifiuti quando verranno rimossi definitivamente e quali conseguenze hanno avuto, o potrebbero avere, sull’ambiente circostante?

Le informazioni ad oggi disponibili indicano che l’accumulo sarebbe emerso dopo le mareggiate primaverili, che il Comune ne avrebbe avuto conoscenza a giugno e che una parte dei rifiuti sarebbe già stata portata via con una trentina di camion; non risultano invece ancora chiarite pubblicamente origine, estensione e composizione completa dei materiali.

Fonte: La Nuova Sardegna