Nell’era digitale, gli accessori per smartphone sono diventati parte integrante della nostra vita quotidiana. Tuttavia, con l’evoluzione costante della tecnologia, spesso ci troviamo a sostituire questi articoli più volte nel corso della vita del nostro smartphone oppure a doverli smaltire perché difficilmente utilizzabili quando cambiamo modello di cellulare (pensiamo alla pellicola protettiva). Questo comporta la necessità di conoscere le regole di un corretto smaltimento di una vasta gamma di prodotti fra loro assai diversi come custodie, cuffiette e altri dispositivi. Se più o meno tutti ormai sappiamo che gli smartphone, al loro fine vita, sono dei RAEE e, come tali, vanno smaltiti come qualsiasi apparecchio elettrico o elettronico, per ciò che concerne il mondo degli accessori, considerata la varietà dei materiali impiegati per la loro produzione, non si può dare una risposta univoca.
Quali sono gli accessori dello smartphone più diffusi?
Gli accessori per smartphone migliorano la loro funzionalità e protezione e sono quindi diventati essenziali per i nostri dispositivi mobili. Questi accessori variano ampiamente a seconda dell’uso e possono essere classificati in diverse categorie principali: accessori per auto, per ricarica e per protezione del dispositivo.
Accessori per auto
Per chi viaggia spesso o ha la necessità di utilizzare il proprio smartphone in modo sicuro mentre guida, gli accessori per auto sono indispensabili. Tra i più comuni troviamo:
supporti per auto che permettono di fissare il telefono al cruscotto o al parabrezza, facilitando l’uso del GPS e delle funzioni vocali senza distogliere l’attenzione dalla strada;
caricabatterie da auto che mantengono il dispositivo carico durante lunghi viaggi e si collegano all’accendisigari del veicolo;
trasmettitori FM e kit vivavoce che permettono di riprodurre musica e gestire chiamate direttamente dal sistema stereo dell’auto.
Accessori per ricarica
La ricarica del dispositivo è vitale per garantire che il telefono, soprattutto in movimento, sia sempre operativo. Gli accessori di questa categoria includono:
caricabatterie che variano fra di loro per potenza e velocità di ricarica;
cavi di ricarica che differiscono per tipo di connettore (USB-C, micro USB, Lightning) e lunghezza;
power bank che offrono la possibilità di ricaricare, in assenza di prese elettriche, telefoni e smartphone (nonché piccoli dispositivi elettronici);
caricatori wireless che forniscono una soluzione comoda e senza fili per ricaricare il dispositivo.
Accessori per protezione
Per molti utenti proteggere il proprio smartphone da danni accidentali è una priorità inderogabile. Gli accessori progettati per questo scopo includono:
custodie, disponibili in una vasta gamma di materiali e stili (dalle semplici cover in silicone a quelle più robuste antiurto);
pellicole protettive che, applicate sullo schermo, lo proteggono da graffi e crepe;
vetri temperati che offrono una protezione ancora maggiore contro gli urti diretti allo schermo.
Altri accessori frequenti
Oltre alle categorie sopra menzionate, esistono altri accessori che migliorano l’esperienza d’uso degli smartphone come:
cuffie e auricolari che permettono di ascoltare musica, podcast o effettuare chiamate in modalità riservata;
poggia cellulari ovverosia supporti che mantengono il telefono in posizione verticale su superfici piane, utili in casa o in ufficio per videochiamate o la visione di contenuti multimediali;
adattatori e dongle che aumentano le funzionalità del dispositivo permettendo connessioni a monitor, sistemi audio e altri dispositivi.
Conoscere il corretto utilizzo di questi accessori migliora le loro prestazioni e, di conseguenza, quelle dei nostri smartphone, ma contribuisce anche a prolungarne la vita utile, riducendo la necessità di sostituzioni frequenti e, quindi, l’impatto ambientale associato alla produzione di nuovi dispositivi.
Come smaltire le pellicole protettive di vetro o plastica degli schermi dei cellulari (e non solo)
A leggere l’elenco vi è venuto il mal di testa? Ci pensiamo noi a rimettere ordine sperando di alleviare anche il vostro malessere. Partiamo da quell’oggetto che tutti o quasi “tastiamo” utilizzando lo smartphone, anche se a volte in maniera talmente inconsapevole da dimenticarcene. Le pellicole protettive per lo schermo del cellulare sono realizzate principalmente in plastica e, talvolta, in vetro temperato. Lo smaltimento di questi materiali richiede attenzione: non sono imballaggi e non vanno quindi conferiti in alcuna raccolta differenziata (né plastica né vetro).
Il fine vita – come si può verificare anche su Junker app sotto la voce “pellicola protettiva per schermi” – è quindi l’indifferenziato.
Considerato che gli smartphone in circolazione sono miliardi e una buona parte di essi sono protetti da pellicole che vengono cambiate ogni 1-2 anni, sarebbe auspicabile che venisse creata una filiera circolare di questi accessori (e di tanti altri) che, attualmente, a fine vita finiscono nel cestino dell’indifferenziato.
Leggi anche: Dai metalli preziosi alle plastiche: ecco cosa contengono i rifiuti elettrici ed elettronici
Dove si buttano le custodie per smartphone
Le custodie per smartphone sono disponibili in una varietà di materiali come plastica, silicone, pelle e, in alcuni casi, hanno inserti di metallo. Mediamente una custodia di plastica pesa tra i 20 e i 25 grammi e spesso viene cambiata “per moda”. Questo fenomeno è talmente frequente che oggi esistono negozi specializzati proprio nelle cover!
Se volete disfarvene ma sono in buone condizioni, l’alternativa più ecologica è quella di rivenderle o regalarle. Se, invece, non sono più riutilizzabili ed è arrivato il momento di buttarle, il loro destino, anche in questo caso, è la raccolta della frazione secca indifferenziata.
Per completezza è importante sottolineare che in commercio sono disponibili alcune cover che, a fine carriera, possono essere … piantate! Al loro interno, infatti, sono contenuti dei semi e la custodia è certificata compost home e quindi tenderà a biodegradarsi naturalmente nel terreno.
Cuffie, caricatori e smartwatch hanno molto in comune
Cuffie, smartwatch, powerbank, pods, casse bluetooth ma anche caricatori e cavetti sono solo alcuni degli accessori high tech dei nostri smartphone. Sono tutte apparecchiature elettriche o elettroniche e quindi rientrano tra i cosiddetti AEE. Come spiegato sul nostro speciale approfondimento, ove non siano recuperabili, rivendibili o riparabili l’unica alternativa possibile è di conferirli come RAEE. Ciò che è fondamentale ricordare è che non possono essere gettati nei rifiuti domestici normali, né insieme a plastica e metalli.
È importante, infatti, che questi dispositivi seguano la strada del riciclo dei rifiuti elettronici che, attraverso la separazione dei diversi materiali, consente ai centri specializzati di recuperare e riutilizzare in modo sostenibile materiali come la plastica, i metalli, terre rare e i componenti elettronici.
Smaltimento di batterie
Come abbiamo appena visto, le powerbank sono dei RAEE di piccole dimensioni e vanno conferiti secondo le regole applicabili a questi rifiuti. Differente è il destino delle batterie degli smartphone.
È vitale non smaltirle con rifiuti domestici ordinari per evitare rischi ambientali e contaminazioni. Quasi tutte le città offrono punti di raccolta specifici per le batterie, dove questi oggetti possono essere depositati in sicurezza. È anche solitamente possibile restituire le batterie usate ai rivenditori o ai produttori. Occhio, quindi, ai punti di raccolta presenti nei negozi specializzati.
Leggi anche: Gli elettrodomestici e i Raee? Secondo 3 italiani su 4 non sono riciclabili. Sondaggio
Supporti per cellulare
I supporti per auto, moto, bici e monopattini sono accessori utili per chi desidera utilizzare il proprio dispositivo in modo sicuro durante la guida. Tuttavia, come per altri accessori, anche i supporti per auto possono diventare obsoleti o danneggiati e, quindi, vanno smaltiti in modo appropriato. Molti di questi oggetti sono fatti di plastica e metallo e questa caratteristica spinge molte persone a gettarli incautamente nella raccolta differenziata. In tal caso, però, il conferimento corretto è la frazione residua secca ovverosia l’indifferenziato.
Lo stesso vale, di regola, per i poggia cellulare. Ovviamente occhio alle eccezioni che sono solitamente ben scritte sui dispositivi: esistono, ad esempio, prodotti in legno (alcuni dei quali hanno anche la funzione di amplificazione del suono). Qualora vadano buttati, questi ultimi – se sono privi di qualsivoglia componente elettrica o di inserti di altro materiale – potranno andare nella raccolta del legno.
Considerazioni finali per dedicare due minuti ad un riciclo efficace
Prodotti e materiali diversi possono richiedere filiere differenti di riciclo. Tutto questo vi sembra complicato? A dire il vero richiede solo un piccolo sforzo che è sicuramente inferiore rispetto al tempo che solitamente si impegna per scegliere lo smartphone da acquistare, quale smartwatch abbinare e via dicendo. Il valore del tempo impiegato è relativo… quello della nostra impronta ambientale, invece, è certo e comunque superiore a ciò che noi e il Pianeta Terra possiamo permetterci.
Leggi anche: Erion WEEE: + 2% di RAEE domestici gestiti nel 2024. Ma i target europei restano lontani
© Riproduzione riservata
L’articolo Accessori del cellulare: dove si buttano e quali non si riciclano proviene da EconomiaCircolare.com.