La sindaca di Empoli, Brenda Barnini, ha incontrato nei giorni scorsi il comitato Trasparenza per Empoli, uno dei principali motori delle fibrillazioni in corso in merito all’ipotesi di realizzare – nell’area industriale del Terrafino, come proposto da Alia e dal resto dell’Alleanza circolare – un Distretto circolare dove poter valorizzare rifiuti secchi non riciclabili meccanicamente (come plasmix e Css) per ricavarne idrogeno e metanolo, anziché affidarli a inceneritori, discariche o all’export.

«Prima che il Comune possa essere chiamato ad esprimersi – spiega Barnini – dovrà completarsi, con eventuale esito positivo, l’esame della documentazione tecnica da parte dei soggetti a cui la normativa nazionale e regionale assegna le competenze (Arpat, Asl e Regione Toscana). Ad oggi l’unica scelta dell’amministrazione comunale di Empoli è stata quella di chiedere al soggetto proponente di avviare il confronto con i cittadini non nel momento in cui il progetto fosse già definito e pronto per la presentazione, ma in una fase preliminare. Per questo il Comune in questa fase non detiene una documentazione di dettaglio superiore a quella che il soggetto proponente ha illustrato e messo a disposizione di tutti sul sito www.distrettocircolareempoli.it».

Come già anticipato pubblicamente dalla sindaca, l’intenzione del Comune è quella di «richiedere al soggetto proponente di organizzare ulteriori incontri informativi. Allo stesso tempo il Comune inizierà ufficialmente il percorso di costituzione del Rab (Residential advisor board), cioè una consulta composta da rappresentanti delle istituzioni, da cittadini (la cui modalità di elezione sarà scelta dai cittadini stessi nella stesura dello Statuto), da rappresentanti di associazioni del territorio e rappresentanti del soggetto proponente, presenti dentro il Rab al fine di poter discutere direttamente con loro e chiedere tutte le informazioni necessarie ad analizzare il progetto».

Tutti elementi già noti da tempo. La novità è che, per canalizzare in modo costruttivo la protesta e rispondere proattivamente alla principale richiesta avanzata da Trasparenza per Empoli – ovvero che il progetto del Distretto circolare venga esaminato da un “comitato scientifico terzo” scelto interamente dai cittadini –, la sindaca chiede che tutti i soggetti che si sono aggregati attorno a “Trasparenza per Empoli” siano «protagonisti e partecipi dello strumento del Rab», affinché attraverso questo strumento possano «opporre ai proponenti tutti i quesiti anche elaborati dai tecnici di vostra fiducia».

Al contempo, Barnini assicura che una volta che l’Alleanza circolare che propone il progetto – capitanata da Alia, il gestore interamente pubblico dei servizi d’igiene urbana sul territorio – avrà messo a disposizione uno stato di progetto più avanzato, il Rab «andrà ad individuare soggetti competenti e terzi rispetto al proponente con comprovate esperienze nel campo ad esempio della gestione di impianti per il trattamento dei rifiuti, dell’ingegneria ambientale, chimica e idraulica, della geologia, idrogeologia e dell’urbanistica, della valutazione dell’impatto ambientale e delle ricadute sulla salute. L’individuazione dei soggetti dovrà avvenire con un procedimento imparziale e trasparente che sarà condiviso con il Consiglio comunale, cioè attraverso un avviso a cui chiunque che abbia i requisiti di competenza richiesti potrà partecipare. Potrà essere aperto anche ai contributi di Università e centri di ricerca che su questa stessa materia stiano elaborando studi e approfondimenti».

Una proposta che permetterebbe dunque di avere davvero una valutazione super partes sul progetto da parte di tecnici esperti – oltre che dalle autorità competenti –, che non siano affiliati ai soggetti proponenti né espressione diretta ed esclusiva dei comitati contrari all’ipotesi del Distretto, ma individuati in seno al Rab tramite bando pubblico.

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