Secondo un nuovo report di Rystad Energy, una compagnia indipendente di ricerca energetica e business intelligence che fornisce dati, strumenti, analisi e servizi di consulenza all’industria energetica globale, «La domanda di componenti per pannelli solari fotovoltaici (FV) riciclati è destinata a salire alle stelle nei prossimi anni, poiché il numero di installazioni aumenta e la minaccia di un collo di bottiglia nella fornitura incombe».

L’analisi di Rystad Energy dimostra che «I materiali riciclabili dei pannelli fotovoltaici alla fine del loro ciclo di vita varranno più di 2,7 miliardi di dollari nel 2030, rispetto ai soli 170 milioni di dollari di quest’anno». Un trend che nei prossimi anni potrà solo accelerare, e il report prevede che «Il valore dei materiali riciclabili si avvicinerà a 80 miliardi di dollari entro il 2050».

Rystad Energy ricorda che «Il riciclaggio del fotovoltaico è ancora agli inizi ma, con i rifiuti solari fotovoltaici destinati a crescere fino a 27 milioni di tonnellate all’anno entro il 2040, è visto come un elemento essenziale della transizione energetica. Le nostre previsioni mostrano che i materiali recuperati dai pannelli inattivi potrebbero rappresentare il 6% del investimenti nel solare fotovoltaico entro il 2040, rispetto a solo lo 0,08% di oggi. Le discariche sono un’opzione facile ed economica poiché gli attuali prezzi di rivendita dei materiali solari fotovoltaici riciclati non compensano i costi di trasporto, smistamento e lavorazione. Tuttavia, il rapido tasso di crescita delle utility farm su larga scala all’interno dell’energia solare può cambiare tutto questo. Si prevede che il lato dell’offerta di materiali incontrerà colli di bottiglia con la crescente domanda di minerali e il riciclaggio può essere un sollievo dall’offerta quando i pannelli raggiungono la fase di fine vita».

Per l’analista di Rystad Energy Kristin Stuge, «L’aumento dei costi energetici, il miglioramento della tecnologia di riciclaggio e le normative governative possono aprire la strada a un mercato in cui più pannelli solari defunti vengono inviati al riciclaggio piuttosto che alla discarica più vicina. Il riciclaggio dei pannelli fotovoltaici può aiutare gli operatori a risparmiare sui costi, superare i problemi della catena di approvvigionamento e aumentare la probabilità che i paesi raggiungano i loro obiettivi di capacità solare».

Con l’accelerare della transizione energetica, la domanda di materiali e minerali utilizzati nel solare fotovoltaico è destinata a salire e probabilmente il risultato saranno  prezzi più alti. Lo scenario net-zero emissions dell’International energy agency prevede che il 40% dell’energia mondiale nel 2050 sarà prodotta da solare fotovoltaico, è qualcosa che equivale 19 terawatt (TW). Ma lo scenario di 1,6° C di  Rystad Energy prevede che «Il 53% sarà generato dall’energia solare, un trend osservato nei numeri e nelle dimensioni delle rate degli impianti».

Ipotizzando una durata di 15 anni di un pannello fotovoltaico e analizzando l’attività di installazione nel 2022, il rapporto stima quali regioni e Paesi trarranno maggiori benefici dal riciclaggio dei materiali fotovoltaici nel 2037: «La Cina quest’anno dovrebbe rappresentare il 40% delle installazioni globali  e quando questi pannelli matureranno in 15 anni, il valore di riciclaggio stimato sarà di 3,8 miliardi di dollari, su un totale globale di 9,6 miliardi di dollari. L’India, un’altra centrale solare fotovoltaica asiatica, sarà al secondo posto con un valore stimato di 800 milioni di dollari, seguita dal Giappone con un valore stimato di 200 milioni di dollari. Dopo il continente asiatico, il valore del materiale riciclabile in Nord America nel 2037 dovrebbe essere di 1,5 miliardi di dollari, con l’Europa destinata a detenere 1,4 miliardi di dollari».

E il rapporto risponde anche alla domanda cosa si può riciclare? «I componenti del pannello con il valore più alto sono alluminio, argento, rame e polisilicio. L’argento rappresenta circa lo 0,05% del peso totale ma costituisce il 14% del valore del materiale. Il polisilicio è ottenuto attraverso un processo ad alta intensità energetica per raggiungere la concentrazione necessaria per l’efficienza dei pannelli solari, che si riflette nel prezzo di rivendita relativamente alto. Il maggior volume di materiale è il vetro, che ha un alto tasso di riciclaggio ma un valore di rivendita relativamente basso».

Per decarbonizzare i sistemi energetici globali e prevenire la perdita di materiale prezioso nei flussi di rifiuti standardizzati sono necessari molti minerali. Lo scenario di 1,6° C di Rystad Energy stima il picco di implementazione dell’energia solare nel 2035 di 1,4 TW e dice che «A quel punto, l’industria del riciclaggio del fotovoltaico può fornire l’8% del polisilicio, l’11% dell’alluminio, il 2% del rame e il 21% dell’argento necessari per riciclare i pannelli fotovoltaici installati nel 2020 per soddisfare la domanda di materiali. Questo potenziale di recupero può alleviare le tensioni sul settore minerario e ridurre l’impronta di carbonio dei pannelli solari fotovoltaici. Il processo di raffinazione del rame rilascia circa 4 tonnellate di anidride carbonica (CO2) per tonnellata di rame ed è, insieme alla più ampia industria mineraria, una fonte significativa di emissioni di gas serra. Le potenziali future carbon tax possono cambiare la situazione dei costi, con significativi guadagni di valore per l’industria del riciclaggio».

Il report conclude: «La prima fase del riciclaggio dei pannelli fotovoltaici è lo smontaggio, in cui il telaio in alluminio e la scatola di giunzione vengono separati dal pannello, macinati in pezzi e ordinati per materiale. Oggi sul mercato ci sono macchine per lo smontaggio del fotovoltaico, inclusa una della NPC con sede in Giappone, che separa ulteriormente le parti del pannello prima di macinare i resti, migliorando il tasso di recupero dei materiali. Con l’evoluzione della tecnologia, il mercato viene gradualmente percepito con maggiore entusiasmo e stanno emergendo nuove companies, come la start-up statunitense SolarCycle, che ha generato importanti finanziamenti iniziali da parte degli investitori. La tecnologia, la politica e la fattibilità economica sono sia barriere che soluzioni all’evoluzione della circolarità dei minerali nell’industria dei pannelli fotovoltaici. I meccanismi di regolamentazione possono essere uno strumento efficace per creare cambiamenti rapidi, come abbiamo già visto nel mercato europeo e attraverso alcuni tentativi iniziali negli Stati Uniti a livello statale. In definitiva, i colli di bottiglia e i lunghi tempi di consegna nell’estrazione di materie prime potrebbero trasformare il riciclaggio del solare fotovoltaico in un’industria economicamente redditizia nei prossimi decenni».

L’articolo Entro il 2030 il mercato del riciclo del solare fotovoltaico varrà 2,7 miliardi di dollari sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.