Alcuni formaggi, come il Galbanino o i Mini Babybel, sono rivestiti da uno strato di cera che ne protegge la superficie. Ma cos’è esattamente questa cera alimentare e perché viene utilizzata?

La cera utilizzata per il rivestimento dei formaggi è solitamente una miscela di paraffina, cere naturali (come la cera d’api o la cera carnauba) e talvolta coloranti alimentari. Si tratta di uno strato non commestibile, ma ha una funzione ben precisa.

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A cosa serve la cera attorno ai formaggi?

Il rivestimento ceroso ha diversi scopi:

protegge il formaggio dall’umidità, dall’ossigeno e da eventuali contaminazioni esterne, contribuendo a prolungarne la conservazione

evita la formazione di muffe sulla crosta del formaggio

facilita la stagionatura in alcuni tipi di formaggi, regolando il processo di maturazione

Nei formaggi industriali, la cera è spesso utilizzata per garantire una maggiore durata del prodotto sugli scaffali e migliorare la sua conservabilità.

Da dove proviene la cera usata sui formaggi?

La cera per alimenti può avere diverse origini:

di derivazione minerale: paraffina, un derivato del petrolio trattato per uso alimentare
di origine vegetale: cere come la carnauba, estratta dalle foglie di una palma brasiliana, o la candelilla, derivata da un arbusto messicano
di origine animale: cera d’api, meno comune nei prodotti industriali per motivi di costo

Dove butto la cera dei formaggi?

Spesso non è indicato sulle confezioni, ma la cera dei formaggi non è riciclabile e deve essere smaltita correttamente.

indifferenziato (secco residuo): nella maggior parte dei casi, la cera non è biodegradabile né riciclabile e deve essere gettata nei rifiuti indifferenziati.

compostabile (raramente): se la cera è di origine esclusivamente naturale, potrebbe essere smaltita nell’umido, ma è sempre meglio verificare le indicazioni specifiche del produttore

Perché i produttori non indicano lo smaltimento della cera?

Spesso, quasi sempre, troviamo indicazioni di smaltimento per la plastica della confezione, ma non sempre si specifica dove gettare la cera. Questo può essere dovuto a:

una mancanza di obbligo normativo specifico per la cera alimentare
una difficoltà di catalogare un materiale che può avere composizioni diverse a seconda del produttore
una minore attenzione del settore alimentare rispetto alla chiarezza delle informazioni di smaltimento sui packaging

Ma, visto che oramai è sempre più elevata l’attenzione alla gestione dei rifiuti e a una corretta differenziazione, non sarebbe auspicabile che le aziende fornissero indicazioni chiare anche per il rivestimento ceroso di questi prodotti?

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