L’inquinamento da plastica sta soffocando terribilmente i corsi d’acqua indonesiani, compromettendo delicati ecosistema, fra cui le iconiche foreste di mongrovie. Per riuscire a ripulirli ci vorrebbero squadre di migliaia di volontari con tanto tempo ed energia a disposizione. Un’impresa quasi impossibile. Così, tre giovani fratelli nati e cresciuti a Bali hanno avuto un’intuizione geniale, che oggi sta davvero facendo la differenza: installare delle speciali barriere galleggianti che catturano i rifiuti, impendendo che questi finiscano nell’oceano.

L’idea è venuta a Gary, Kelly e Sam Bencheghib, che nel 2020 hanno fondato l’organizzazione ambientalista Sungai Watch, che ad oggi conta un team di 90 “guerrieri dei fiumi”, che ogni giorno lavorano per proteggere il ricco patrimonio naturalistico del loro Paese. Finora le barriere piazzate nei fiumi e nei torrenti sono ben 180, ma l’obiettivo dei tre ragazzi è di arrivare a quota 1000.

Riteniamo che le barriere per i rifiuti siano il modo più rapido ed economico per sradicare l’inquinamento da plastica attivando le comunità sulla terraferma. – spiegano i fratelli Bencheghib – I fiumi sono il punto di connessione perfetto tra la vita sulla terra e il nostro oceano.

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Come funziona il sistema che sta salvando i fiumi indonesiani

Le speciali barriere sono removibili e flessibili e la loro dimensione varia in base a quelle del corso d’acqua in questione. Una volta bloccati i rifiuti, questi vengono rimossi quotidianamente dagli attivisti. In un secondo momento vengono smistati e avviato al riciclaggio. Ad oggi questo sistema semplice ma efficace ha evitato che oltre 1.300.000 chili finissero in mare. Un traguardo straordinario, se si pensa che l’80% dell’inquinamento da plastica nell’oceano proviene proprio da fiumi e torrenti.

Il team di Sungai Watch sta lavorando attivamente per far tornare a respirare le foreste di mongrovie, che rappresentano delle oasi biodiversità e delle valide alleate contro la crisi climatica (visto che assorbono notevoli quantità di CO2 dall’atmosfera). In diversi punti dell’Indonesia, dove c’è carenza di infrastrutture per la gestione dei rifiuti e il riciclaggio, ci si imbatte in numerose discariche abusive a cielo aperto, che dal 2020 l’organizzazione ambientalista sta cercando di eliminare, lavorando anche sulla sensibilizzazione dei cittadini verso la tutela dell’ambiente.

Di recente, grazie ai fratelli Bencheghib e all’aiuto di altre associazioni locali, il fiume Nyanyi di Bali è praticamente rinato. Se fino a qualche settimana fa, lungo il corso d’acqua dominavano enormi cumuli di spazzatura che deturpavano l’ecosistema, adesso c’è uno splendido campo di girasoli. In totale ne sono stati piantati ben 1000 e la scelta di questi fiori non è stata casuale, dato che attraverso le radici sono in grado di depurare il terreno da sostanze inquinanti e tossici come l’arsenico e il piombo.

Il successo ottenuto dal progetto dei fratelli Bencheghib è la prova che a volte basta poco per fare un grande regalo all’ambiente (e a noi stessi). Ma il lavoro di squadra e la costanza rappresentano un ingrediente fondamentale se si vuole arrivare lontano.

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Fonte: Sungai Watch 

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