Articoli pirotecnici, nel 2025 in Italia raccolti oltre 51.000 kg di dispositivi

Merito di CoGePir, il Consorzio gestione pirotecnici. Dall’inizio del 2026 sequestrati dalle forze dell’ordine quasi 6.000 kg di materiali Con il decreto ministeriale del 2 febbraio 2026 CoGePir, il Consorzio…

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Batterie, nel 2025 raccolti in Italia quasi 9 milioni di chili

Merito delle realtà consorziate nel Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori. In testa il Nord con 6.498.852 chili Nel 2025 in Italia il Centro di coordinamento nazionale pile e…

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La produzione di packaging in vetro cresce del 4%: è preferito dagli italiani per cibo e bevande

Nel 2025 aumenta anche l’export (+8%) e soprattutto la produzione di bottiglie (+6%). Al supermarket acquisti “in vetro” top per vino e birra. Assovetro: “per il 96% dei cittadini è…

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Non solo oro, il rame nella transizione

L’Ue l’ha riconosciuto come materia prima strategica. Nel lavoro che presentiamo il suo recupero dalle schede elettroniche è affrontato con diversi metodi. Tra questi l’idrometallurgia spicca come uno dei più sostenibili

Il rame è uno dei metalli più strategici per la transizione energetica. Sebbene le risorse minerarie globali di rame non siano prossime all’esaurimento, la loro distribuzione fortemente disomogenea comporta rilevanti rischi di approvvigionamento, soprattutto per aree economicamente dipendenti dalle importazioni come l’Europa. Recentemente l’Ue ha riconosciuto il rame come materia prima strategica, sottolineando l’urgenza di sviluppare e implementare processi innovativi per il suo recupero e riciclo.

All’interno delle schede elettroniche, l’oro è senza dubbio il metallo più appetibile. Tuttavia, il rame rappresenta il 25–30% in peso dei materiali presenti e a differenza dell’oro è presente in tutti i dispositivi elettronici. Questa combinazione di abbondanza, diffusione e importanza funzionale, lo rende un obiettivo prioritario nei processi di recupero dai rifiuti industriali ed elettronici.

Nel lavoro scientifico che presentiamo, il recupero del rame da tali matrici è stato affrontato attraverso diversi metodi di separazione. Tra questi, l’idrometallurgia – storicamente impiegata per il recupero di uranio, plutonio e americio dai rifiuti nucleari – spicca come una delle strategie più versatili e potenzialmente sostenibili. In particolare, l’integrazione con la chimica di coordinazione consente di aumentare la selettività e l’adattabilità dei processi, anche in presenza di rifiuti a elevata eterogeneità compositiva.

lo studio

A mature tool to address new challenges: harnessing coordination chemistry for the sustainable copper recovery from industrial and e-waste in the age of energy transition

Autori: Pietro Ostellari, Silvia Gross

Rivista: European Journal of Inorganic Chemistry

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