Lo dice lo studio “La riciclabilità dei materiali per contenitori: la specificità del vetro” presentato da Assovetro. Rispetto a Pet, alluminio e multistrato poliaccoppiato per la sua produzione questo materiale richiede minori quantitativi di energia ed emette meno CO2
Nel 2024 per il vetro è stato stimato un tasso di riciclo dell’81,9%. Il dato emerge dallo studio “La riciclabilità dei materiali per contenitori: la specificità del vetro”, realizzato dal professor Vincenzo Maria Sglavo dell’Università di Trento e presentato il 19 marzo da Assovetro. Lo studio si configura come un’analisi approfondita sulle qualità e la riciclabilità dei materiali maggiormente utilizzati come packaging – vetro dunque, ma anche Pet, alluminio e multistrato poliaccoppiato – individuandone pregi e criticità.
Packaging: qual è più sostenibile?
In generale, tra i quattro materiali il vetro rappresenta quello che nella sua produzione richiede i minori quantitativi di energia, dimostrandosi dunque responsabile di inferiori emissioni di CO2 e associabile a consumi di acqua trascurabili. Tra gli up and down che emergono dallo studio, vetro e alluminio vincono la sfida del riciclo, mentre il multistrato non supera il 40%. Multistrato e allumino sono i peggiori per consumo di acqua rispettivamente con 1.350 litri e 1.000 litri ogni Kg, il vetro consuma invece solo 14 litri per chilogrammo di materia prodotta. La minor impronta di CO2 tra i 4 contenitori esaminati si riscontra nella produzione di vetro e multistrato, rispettivamente 600 grammi per Kg e 1 Kg ogni Kg. Il minor utilizzo di energia per produrre un kg di materiale riciclato vede in testa il vetro con 9 Mj/Kg, seguito dal multistrato con 24 Mj/Kg. Il vetro sconta però la sua alta densità: una bottiglia da 500 ml pesa circa 15 volte in più, ad esempio, di una lattina di alluminio della stessa capacità.
Raccolta differenziata e riciclo
Il vetro dispone di una filiera che garantisce una materia prima seconda di ottima qualità per produrre nuova materia con sprechi quasi nulli. I vantaggi ambientali del vetro sono molteplici: si rimette in ciclo una risorsa mineraria, si riducono i rifiuti, si consuma meno energia e producono meno emissioni. Per ogni tonnellata di rottame utilizzata si riducono di 300 gr le emissioni di CO2. L’alluminio per lattine è raccolto comunemente insieme a plastiche e acciaio, da cui viene poi separato per produrre materia prima seconda. Gli aspetti critici riguardano i fenomeni ossidativi che riducono l’efficienza della riciclabilità. Il riciclo del Pet per la produzione di bottiglie e contenitori ha avuto un avvio lento, con tassi di riciclo nel 2022 del 60%. Per il multistrato poliaccoppiato, solo la carta è la frazione realmente recuperata e solo due cartiere in Italia sono specializzate nel suo trattamento.
Contenitori in vetro: produzione in calo
Nel 2024 in tutta Europa, complici la guerra in Ucraina, l’impennata dei prezzi dell’energia e il calo del consumo di alcol, c’è stato un calo nella produzione dei contenitori in vetro (bottiglie, vasi, flaconeria e articoli per uso domestico), scesa del 3,4% rispetto all’anno precedente. In particolare, la produzione di bottiglie (3,6 milioni di tonnellate) è calata del 5%, mentre c’è stato un exploit nella produzione di vasi alimentari con un +24,5%. Per quanto riguarda il commercio estero (gennaio – novembre 2024) il trend negativo si riscontra nell’export ed import di bottiglie, rispettivamente -7,8% e -9,7%. Estremamente positivo, invece, in linea con la produzione, l’import (+44% ) e l’export (+13,8%) dei vasi.
“Questo studio – ha detto Marco Ravasi, presidente di Assovetro – ci ricorda che un corretto riciclo del packaging, anche in prospettiva di produzione, è la chiave per un futuro sostenibile. In questo panorama il vetro si presenta con tutte le carte in regola: può essere riusato e riciclato infinite volte senza mai perdere le sue qualità intrinseche. Il riciclo delle bottiglie scure arriva fino al 90%. Da non dimenticare poi che da un recente studio il vetro emerge come il preferito per la conservazione a lungo termine del suo contenuto. Uno dei fattori critici resta ancora il peso delle bottiglie, ma stiamo lavorando per realizzarle sempre più leggere, siamo arrivati in alcuni casi a bottiglie da vino fermo 75cl di 300 grammi”.